Primo contatto

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Eccoci qua, in Wellington. La città è carina senza essere nulla di speciale.Pulita, ordinata e soprattutto chiusa per ferie. In giro tra le strade pulite e vuote si possono notare gli stessi elementi di Melbourne e ho art in Australia. E più precisamente il centro sembra il centro di Melbourne in miniatura e il sobborgo sembra il sobborgo di Hobart. Anche il clima è molto simile a quello di Hobart: cielo azzurro intenso con il vento che fa correre le nuvole a un’incredibile velocità e tanto profumo di mare.
Ma andiamo con ordine nel raccontare la giornata di ieri. Dopo aver perso e recuperato la carta d’imbarco sono finalmente atterrato in NZ. L’aeroporto di Wellington ha il mare i testa e in coda alla striscia i asfalto così quando atterri dal finestrino vedi la gente che passeggia sulla spiaggia praticamente di fianco a te! Alla dogana arrivo con una gran voglia di scappare a fare una doccia ma mi fermano per un controllo. Quindi ritardo la mia doccia perchè un’ ora se ne va per: compilare un modulo delle cose da dichiarare -che verrà poi confrontato con quello che ti fanno compilare sull’aereo prima di scendere- e poi ti aprono tutto il bagaglio e vedono se hai scritto il vero. In particolare avevo segnato la tenda, degli snack, e la muta. La tenda l’hanno presa per la quarantena, ovvero, in questo caso, un procedimento di sterilizzazione di circa 5 min. Gli snack sono stati controllati a uno a uno e hanno passato il confine ed in fine la muta è stata toccata per vedere se fosse asciutta e chiesto in quali acque fosse stata usata: anche lei venuta via con me.
Il programma procede liscio, doccia e fuori per incominciare a conoscere la città. Parti dal waterfront, il lungomare, dove si concentra la vita sociale di Wellington. È carino, curato e battuto dal vento; alcuni ragazzi fanno i tuffi da ponte in ferro che collega le due passeggiate (ex aree portuali ora convertite in spazi ricreativi, parco giochi e museali) realizzate in legno sfidando il venti non certo caldo; le famigliole semplicemente passeggiano oppure pedalano sulle biciclette a 4 ruote o sui pedalò a noleggio; altri giovani fanno acrobazie con skateboard o corrono per mantenersi in forma. Se ti sposti all’interno l’area è caratterizzata da palazzoni moderni in vetro e cemento che soffocano i pochi palazzi storici rimasti: il contrasto è suggestivo esattamente come a Melbourne e Singapore anche se in scala ridotta. Qui si capisce che oggi è giorno di festa: tutti i negozi sono chiusi (anche Starbucks) e in giro si vedono solo turisti e ragazzi con le loro confezioni da 6 di birre per la serata. Per mangiare vado da McDonald dato che il rinomato Fish’n Chips è chiuso pure lui e di andare al ristorante da solo mi tira in mente le trasferte di lavoro! Da Mc faccio una cosa che ho sempre desiderato e non ho mai fatto: mi siedo al banchetto fronte vetrina per mangiare e guardare le persone che passeggiano…peccato che la città sia vuota!
Note: il post è in ritardo perchè ieri mentre lo scrivevo mi si chiudevano gli occhi, ad un certo punto mi è anche caduto il telefono dalle mani per il sonno e così sono andato a riposare prestissimo.
Per le foto si usa ancora il telefono. Purtroppo oggi nell’inserire la scheda con le foto nel lettore si sono stortati due pin e quindi non funziona più. Questo è un problema. Proverò a ripararlo oppure dovrò comprare un hard disk nuovo in breve tempo…

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