Napier

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La strada per Napier che ho deciso di percorrere non è la più diretta e neanche la più veloce perchè ho deciso di vedermi il paesaggio dell’isola nord, comodamente seduto, dal finestrino del pullman. Anche se dell’isola sud ho visto una piccola parte è subito evidente la differenza che c’è. L’isola nord è meno aspra e sicuramente più civilizzata. Le strade tortuose che tagliavano i boschi aggrappati ai pendii delle montagne del Malbourgh qui diventano dei serpenti d’asfalto che percorrono un paesaggio principalmente collinare. Le colline lasciano spesso ampi spazzi di pianura e raramente fanno da preludio a piccole e più alte formazioni rocciose. Praticamente tutto il territorio -almeno questa sembra essere la percezione ad uno primo sguardo- è utilizzato a pascolo, vigneti e coltivazione di ortaggi e alberi da frutta. Indagherò per capire se il territori è sempre stato così o se è stato attuato un piano di disboscamento/bonifica per ottenere i pascoli. Ad un certo punto, subito dopo la sosta a ……….. la strada si inerpica brevemente per un pendio e in breve ci si trova nel bel mezzo di un Wind Farm: ovvero una centrale eolica composta da centinaia di generatori a elica. Lo spettacolo è di sicuro effetto. Tutte le pale eoliche ruotano elegantemente con la stessa velocità. È bello pensare e vedere che ci siano comunità che credono veramente in fonti alternative e non inquinanti per la produzione di energia.
A questo punto la strada ridiscende sulle colline in direzione Napier, il cielo comincia a scaricare deboli scrosci ma le nuvole restano alte nel cielo. Il cielo è la parte che mi ha colpito di più fino adesso: qui sembra davvero essere infinito. Infinito come spazio e come colori che cambiano in continuazione a seconda delle ore della giornata e del vento che gioca con le nuvole.
Tra poco sarò a Napier, lascio giù il bagaglio e cerco i ragazzi della squadra…non vedo l’ora di sentire i loro racconti sul mare della Nuova Zelanda.

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One Response to Napier

  1. fantastico, hai fatto bene a scegliere la via più “spettacolare”, guardare i paesaggi dal vetro del bus è un’esperienza tra le più belle in assoluto.

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