Campeggio

Eccomi sul bus per Wellington, stesso lato dell’andata, stessi panorami solo con una specie di bufera nell’aria.
E così come promesso ecco qualche breve nota sulla notte passata in tenda nei paraggi di Napier. Come programmato, dopo aver lasciato i ragazzi a Waimarama Beach, ci siamo spostati verso nord passando per la magnifica e per alcuni aspetti ancora selvaggia Ocean Beach.

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La fila di trattori che sostano sulla spiaggia e che fanno da servizio per raccogliere le barche sui trolley dopo le battute di pesca

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Mi chiedo se un baracchino così non possiamo aprirlo anche io e te Aki…è vicino a casa tua e potresti fare il pendolare mentre io mi adatto!
Guidiamo verso nord lungo la baia di Hawake in direzione del lago Waikaremona. All’inizio la strada è pianeggiante, costeggiata da frutteti e vigneti con l’oceano all’orizzonte che ci accompagna. Poi, dopo Whirinaki piega verso l’entroterra e cambia completamente il panorama. La strada diventa tortuosa e il verde dei boschi che coprono la parte montuosa dell’entroterra prende il sopravvento. Dopo pochi chilometri troviamo il laghetto di Tutira con annessa l’area per il campeggio libero. In effetti il campeggio libero in Nuova Zelanda è ora vietato ma ci sono tante aree gestite dai ranger dove si può fare sosta con i camper e con le tende. Sono aree che hanno il minimo di attrezzatura per passare la notte senza deturpare il territorio: bagni, acqua e raccolta rifiuti. Le aree sono vaste, non delimitate e si può così assaporare l’idea di campeggio libero alla modica spesa di un offerta! Alcune di queste aree, specialmente nei parchi, necessitano una prenotazione perchè l’accesso è a numero limitato ma normalmente non ci sono problemi a trovare posto.

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Intanto il nostro bus deve fermarsi a causa di un incidente. Due auto nel fosso, ambulanze e vigili del fuoco. Siamo in prima fila e per fortuna nessuno sembra essersi fatto male seriamente. Ripartiamo e dopo pochi minuti troviamo la strada chiusa per la pioggia. James, il simpatico autista, ci porta per boschi e pascoli lungo una impervia e stretta stradina battuta dal vento e dalla pioggia.

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Torniamo al campeggio sul lago Tutira. Stiamo scegliendo il posto dove passare la notte quando veniamo letteralmente circondati da un mare di pecore! Per la prima volta da quando sono arrivato mi sento veramente in Nuova Zelanda. Pecore, laghetto verde, pascoli incontaminati, famiglie di cigni neri e un cielo che da azzurro comincia a tingersi di rosa per il tramonto…una specie di paradiso! Piantiamo la tenda vicino alla riva del lago sotto lo sguardo incuriosito di un cigno nero. Il paradiso finisce qui. La notte sarà un po’ complicata…il sole della giornata brucia le nostre spalle e le nostre schiene in più l’umidità del lago ci farà sentire come in una sauna!

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Intanto sul nostro bus per Wellington, serpeggia un leggero disagio tra i passeggeri. Il vento è cresciuto e fa sbandare il bus. Un uomo dietro di noi chiede a James se dobbiamo spostarci tutti dal lato sinistro per controbilanciare la forza del vento! Tutti ridacchiano in modo nervoso! A questo punto siamo tornati sulla strada principale e siamo in una zona collinare e fuori dalla zona delle montagne. La strada sta percorrendo un leggero pendio costeggiata sulla sinistra da un filare di alberi alti e sottili simili a cipressi. Noi dal nostro posto direttamente dietro al guidatore vediamo uno degli alberi davanti a noi cadere lentamente sulla strada. Gridiamo “Stop James! Stooop!” L’autista è molto bravo e ferma il bus, senza sbandare, a pochi centimetri dall’albero caduto. Subito mette la retromarcia e porta il bus indietro fuori dalla zona con gli alberi. Tempo di fermare il bus che vediamo un secondo albero cadere!!! E bravo James che si è tolto da li sotto! In meno di un minuto mi risento immerso nella realtà neozelandese. Scendo con altre 4/5 passeggeri e sotto l’acqua incattivita dal vento spostiamo il secondo albero caduto. Mi giro e vedo che sono già arrivati i poliziotti ad aiutarci!!! Stiamo per andare verso il primo albero che vedo altri uomini che muniti di motosega stanno liberando la strada dal primo albero caduto…ma da dove sono usciti? Probabilmente girano in macchina con il crick, ruota di scorta e motosega!!! In meno di 10 mi muti la strada è libera e ripartiamo!

Allora, la nostra notte in campeggio la passiamo davvero male ma non ci scoraggiamo e appena svegli, accolti da un sole velato dalle nuvole, impacchettiamo la tenda e partiamo per la nostra meta. Raccogliamo due ragazze slovene che stanno girando per la Nuova Zelanda in autostop. Dopo un’ora di guida e racconti sulla vita da girovaghi in giro per la NZ e per il mondo le lasciamo e prendiamo la deviazione per il lago Waikaremona. La strada si immerge nel paesaggio neozelandese. Il colore della Nuova Zelanda non è il nero dei mitici All Blacks ma il verde; è incredibile vedere quanto verde c’è su queste isole. Un milione tonalità di verdi differenti e tutti di una luminosità difficile da descrivere. Dopo circa una 40 di chilometri la strada si fa sterrata e questo ci fa capire che siamo quasi arrivati. Peccato che il cielo si stia facendo sempre più scuro… Ancora un quarto d’ora di strada e siamo sulle rive del lago, lasciamo la macchina e andiamo alla ricerca dell’attacco del trekking.

Sul bus nel frattempo, la situazione sembra essere tornata calma se non che il vento, sempre estremamente forte fa saltare i tergivetro dal vetro dell’autista con dei fragorosi botti. La cosa si ripete più volte e fa al quanto divertire James. L’autista si chiede, con una risatina forse un pò nervosa cos’altro può accadere. Presto accontentato: nel giro di pochi minuti il vento fa aprire più volte la porta anteriore del bus costringendoci ad alcune soste per richiuderla!!! Qui sta diventando il viaggio della speranza!!!

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Faccio finta di niente e continuo a scrivere de lago Waikaremona! Il lago è scuro per via della luce del cielo. Non poco lontano dal parcheggio c’è sul lago e a ridosso della riva una struttura di cemento e ferro con un’infinita di segnali di divieto: divieto di pesca, di balneazione, canoa, attracco e navigazione, sub e altri ancora. Indaghiamo e scopriamo che è la sona dove partono le condutture per una centrale idroelettrica! Torniamo al nostro sentiero e ci dirigiamo, con una deviazione, presso un piccolo laghetto posto poco più in basso. All’improvviso siamo soli con la natura! Solo verde, cielo, animali e aria fresca che riempie i polmoni. Ci seriamo su un masso ad ascoltare le anatre e gli altri uccelli del bosco immersi in un oasi di pace assoluta. Dura poco anche questo paradiso…inizia a piovere forte così decidiamo di tornare alla macchina. È ancora presto tutto sommato e armati di buona volontà decidiamo di tornare dai ragazzi.

Ormai siamo vicino a Wellington, in mega ritardo e decisamente stanchi. Ultimo imprevisto. La strade percorre la costa e il mare davvero cattivo e spinto dal vendo manda ondate sulla carreggiata. James non fa neanche una piega e si butta con tutto il bus in mezzo alle onde!! Per fortuna non sono poi grosse e il tratto è breve!! Ancora 10 minuti e saremo alla stazione! Recuperiamo il bagaglio, ringraziamo James per averci portati sani e salvi e voliamo verso le nostre docce!!

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3 Responses to Campeggio

  1. Una bufera coi fiocchi, non c’è che dire! Un viaggio bellissimo, complimenti!

  2. Volano says:

    Ah, ti invidio tantissimo!!! È una vita che vorrei andare in Nuova Zelanda. Purtroppo la situazione economica è quella che è e il biglietto (fosse solo quello!) costa un bel po´… Mi consolo con il tuo reportage in attesa di tempi migliori!🙂

  3. badflea says:

    Posterò altre foto della Nuova Zelanda! Spero ti siano d’incoraggiamento per coronare il tuo sogno di visitarla!!!

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